Una “discussione di laurea 2.0” a Rimini

La studentessa Celeste Priore è stata la prima in Italia a presentare la sua tesi in aula e contemporaneamente sul suo blog personale, collegato ad un insieme di social network

Quando si parla di web 2.0 ci si riferisce a tutte quelle applicazioni online che permettono un alto livello di interazione tra gli utenti e tra l’utente e il sito stesso: tra questi i social network come Facebook o Twitter, ormai unaparte importante della vita di molti di noi. Questi strumenti sono nati per favorire non solo l’interazione e la socialità, ma anche la condivisione della conoscenza. Alcuni studiosi sostengono addirittura che quella che viene chiamata “economia della conoscenza” si baserà nel prossimo futuro proprio su questi sistemi di collaborazione e condivisione del sapere.
Con questo spirito è nata la tesi della studentessa Celeste Priore, che è stata presentata inaula e contemporaneamente sul suo blog personale collegato a un insieme di social network quali: TwitterFacebookFriendfeed. La “discussione 2.0” non ha precedenti nel nostro paese, e si è tenuta il 18 marzo scorso durante la sessione di laurea del corso di Laurea magistrale in Moda, presso la sede di Rimini dell’Alma Mater.

Mentre il relatore (il semiologo Giampaolo Proni), la correlatrice Antonella Mascio e il resto della commissione dialogavano con la candidata, immagini, testi e link della tesi “Il labile confine tra mondi: due casi di social networking, ReeDo e ZoneModaAvantgarde” apparivano sui varisocial network in tempo reale.

“Volevo far sapere ai miei amici quello che stavo facendo” – dice la studentessa – “così mentre discutevo aggiornavo il mio blog con le slide e gli altri materiali della tesi”. Celeste Priore ha curato per un anno e mezzo la comunicazione dei progetti ZoneModaAvantgarde e “Reedo. Riusare per piacere”, utilizzando le tecniche di buzz communication, una branca dellacomunicazione virale. “Grazie ai social network”- afferma – “siamo riusciti a fare conoscere i due progetti sia agli studenti del Polo di Rimini, sia a molti addetti ai lavori”.

UniboMagazine


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