Original Skills: Test psicometrici si o no?

[Psicometria sì o no?] Dipende I test psicometrici dividono. C’è chi li ritiene un valido strumento e chi no.

Ma cosa sono i test psicometrici? Sono strumenti standardizzati che misurano le abilità cognitive, le caratteristiche della personalità, le attitudini e altri aspetti psicologici di una persona.

Finalmente una persona, che si candida per una posizione lavorativa, per esempio, non viene più valutata solo per le #hardskills, ma, per esempio, per la sua attitudine a imparare (long-life learning, se non si impara durante tutto l’arco della vita ci si annoia, non si hanno più stimoli e si finisce per essere tristi).

Insomma questi test dentificano i punti di forza e debolezza di una persona, le sue #lifeskills #softskills. Bello no? Eppure a qualcuno non piacciono, perché portano a riflettere e questo comporta un grande dispendio di energie psicofisiche. Ci sta, non siamo obbligati ad accettare sine qua non i risultati di un test. Anche perché le risposte date in un particolare momento non sono le stesse di sempre.

Noi cambiamo sempre, senza accorgercene. Però metterci in discussione (ma non troppo) aiuta a migliorarsi.

Di questi test ce ne sono di vari tipi, io per esempio utilizzo il test di personalità, che esamina tratti caratteriali e comportamentali per capire come una persona reagisce in determinate situazioni, in particolare basato sui #BigFive adottato da OriginalSkills.

Nella selezione del personale, mi permette di prendere delle decisioni, cercando di ridurre al minimo l’impatto dei #bias (siamo esseri umani, i bias cognitivi sono quanto di più naturale esista), fermo restando che nel ventaglio di candidature qualche scelta posso sbagliarla, è anche vero che dopo 3 anni di recruiting, posso dire in Stratego Swat esiste un #team, che ho contribuito a creare proprio con questi parametri e che è rappresentato da persone davvero speciali.

E dunque chi studia la #psicometria (che esiste sin dalla fine dell’800, dunque non parliamo di magia nera, no), come lo staff di Demetrio Macheda in Originalskills, offre un grande supporto a chi deve prendere importanti decisioni.

Ora più che mai sarà con l’AI che faremo il prossimo passo.

Avanti tutta, per migliorare sempre.

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Psicometria e Test Psicometrici: cosa sono, come funzionano e perché servono davvero nel lavoro

I test psicometrici dividono sempre: c’è chi li considera uno strumento affidabile e chi li guarda con diffidenza. Ma facciamo chiarezza, soprattutto perché sempre più persone cercano informazioni su “test psicologico lavoro”, “test attitudinali” o “test della personalità” per capire come funzionano davvero nelle aziende.

Cosa sono i test psicometrici?

I test psicometrici sono strumenti standardizzati che misurano:

  • abilità cognitive

  • tratti della personalità

  • attitudini professionali

  • stili comportamentali

  • capacità di apprendimento

Sono utilizzati nella selezione del personale, nei percorsi di crescita e nella valutazione delle soft skills e delle life skills, oggi fondamentali tanto quanto le hard skills.

In pratica, questi test permettono di valutare una persona non solo per ciò che sa fare, ma anche per come pensa, reagisce, impara e collabora.

Perché i test psicometrici sono utili nel lavoro?

Perché introducono un parametro oggettivo in un processo che, per natura, rischia di essere soggettivo.
Ad esempio, un candidato può avere un CV impeccabile, ma se manca di capacità di adattamento, apprendimento continuo o gestione emotiva, nel lungo periodo questo inciderà sulle performance.

E qui il tema del long-life learning diventa centrale: se non continuiamo a imparare, ci annoiamo, perdiamo stimoli e spesso finiamo per sentirci demotivati sul lavoro.

Identificare punti di forza e aree di miglioramento

I test psicometrici permettono di individuare:

  • punti di forza

  • debolezze

  • stili comportamentali

  • capacità decisionali

  • gestione del conflitto

  • livello di assertività

  • potenziale di apprendimento

È un modo strutturato per comprendere davvero la persona e il suo potenziale, andando oltre ciò che racconta in un colloquio.

Per questo sono molto utilizzati anche per chi cerca online:
“motivazione lavoro”, “trovare la motivazione per lavorare”, “come migliorare le competenze”.

Perché a qualcuno i test psicometrici non piacciono?

Perché richiedono introspezione. E mettersi in discussione non sempre è facile: porta a riflettere, a vedere parti di sé che richiedono energia psicofisica per essere elaborate.

E va detto chiaramente:
nessuno è obbligato a prendere i risultati come verità assoluta.

Le risposte fornite in un certo momento della vita non sono uguali a quelle che daremmo in un altro. Le persone cambiano, sempre. I test psicometrici fotografano una tendenza, non un destino.

Quali test utilizzo nel mio lavoro di selezione HR?

Nel mio caso, utilizzo soprattutto il test della personalità basato sui Big Five, fornito da OriginalSkills, uno dei modelli più validati in psicologia.

Permette di osservare:

  • estroversione

  • amicalità

  • coscienziosità

  • stabilità emotiva

  • apertura mentale

Conoscere questi tratti aiuta a capire come una persona reagisce in situazioni complesse, come apprende, come gestisce il cambiamento e come interagisce nel team.

Test psicometrici e bias cognitivi: perché sono fondamentali nel recruiting

I selezionatori sono esseri umani. I bias cognitivi influenzano tutti, anche i più esperti: somiglianza, prima impressione, stereotipi, effetto alone, conferma… La lista è lunga.

I test psicometrici servono proprio a ridurre l’impatto dei bias, aggiungendo un livello di valutazione oggettiva e comparabile tra candidati.

In Stratego Swat, dopo tre anni di recruiting, posso dire che il team creato attraverso questo metodo è solido, collaborativo e con un equilibrio umano davvero speciale. Non perché i test “decidano”, ma perché guidano a prendere decisioni più lucide.

Psicometria: una disciplina con basi scientifiche

La psicometria non è una moda recente: esiste dalla fine dell’Ottocento ed è una delle branche della psicologia più solide dal punto di vista metodologico.

Professionisti come Demetrio Macheda e il team di OriginalSkills lavorano proprio su questo: creare strumenti statistici affidabili che aiutano aziende e selezionatori a prendere decisioni più consapevoli.

E ora? Entra in gioco l’intelligenza artificiale

Il prossimo passo è inevitabile: un’integrazione sempre più forte tra AI, analisi psicometrica e skill assessment.

L’AI non sostituirà l’intuizione umana, ma la renderà più precisa.
Non toglierà lavoro ai recruiter, ma li aiuterà a prendere decisioni migliori.

Conclusione

La psicometria non è magia, non è rigidità e non è etichettamento.
È uno strumento. E come tutti gli strumenti, funziona se chi lo usa lo comprende e lo integra con sensibilità umana.

Se vogliamo davvero migliorare i processi di selezione, crescita e benessere lavorativo, i test psicometrici saranno sempre più parte del nostro futuro.
E con l’AI, quel futuro è molto più vicino di quanto pensiamo.

Celeste Priore

Sono Celeste Priore, HR specialist e consulente di carriera.

  • Eseguo Analisi di clima aziendale per ridurre turnover e conflitti
  • Se la tua carriera sta cambiando, ti aiuto a ripartire con obiettivi chiari e strategie di carriera efficaci

Credo nelle aziende sane e nelle scelte di carriera consapevoli.

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