E se il vero problema non fosse fallire, ma non sapere cosa fare dopo un fallimento?
È una domanda che negli ultimi mesi mi accompagna sempre più spesso mentre approfondisco il rapporto tra errore, fallimento e apprendimento.
Siamo molto allenati a raccontare il successo. Molto meno ad analizzare ciò che accade quando un progetto non funziona, una decisione si rivela sbagliata o il risultato è diverso da quello atteso.
Eppure è proprio lì che può iniziare una parte importante dell’apprendimento.
Per questo, quando per Professione Project Manager di ASSOPM abbiamo deciso di affrontare il tema della cultura dell’errore, ho pensato a Francesca Corrado, fondatrice della Scuola di Fallimento.
Seguo il suo lavoro da anni e questa volta ho avuto l’opportunità di intervistarla.
Francesca Corrado e la Scuola di Fallimento: cambiare prospettiva sull’errore
Con Francesca Corrado abbiamo parlato naturalmente di errore e fallimento, ma la conversazione è andata oltre.
Abbiamo parlato soprattutto di apprendimento, organizzazioni, project management e cultura aziendale.
Perché dire “dagli errori si impara” è semplice.
Più complesso è costruire organizzazioni nelle quali le persone possano davvero analizzare un errore senza limitarsi a cercare un colpevole, comprendere quali decisioni e processi lo abbiano generato e trasformare ciò che non ha funzionato in conoscenza utilizzabile in futuro.
È qui che la cultura dell’errore smette di essere uno slogan e diventa una questione organizzativa.
Dal fallimento all’apprendimento organizzativo
Un errore, da solo, non produce necessariamente apprendimento.
Perché questo avvenga serve la capacità di fermarsi e chiedersi:
Che cosa è successo? Perché è successo? Che cosa possiamo imparare? Che cosa faremo diversamente la prossima volta?
È una prospettiva particolarmente interessante anche nel project management, dove risultati, decisioni, imprevisti e revisioni fanno parte del lavoro quotidiano.
L’intervista a Francesca Corrado, fondatrice della Scuola di Fallimento, nasce proprio da qui: provare a comprendere non soltanto perché sbagliamo, ma soprattutto che cosa facciamo organizzativamente dopo l’errore.
Ringrazio Francesca per aver condiviso con me il suo punto di vista.
L’intervista è pubblicata su Professione Project Manager di ASSOPM.
E credo che sul rapporto tra errore, fallimento, apprendimento e cultura aziendale abbiamo ancora parecchio da dirci.