[Free Rider] Sembra bello, ma non è!
C’è in ogni gruppo. È sorridente, presente alle riunioni, dice sempre “ci penso io”… poi scompare.
È il free rider, che naviga nell’ombra, si mimetizza nel “noi” e arriva al traguardo col vento in poppa… MA trainato dal team.
Non fa necessariamente male il suo lavoro, semplicemente non fa abbastanza. Conta sull’impegno degli altri membri del team, per raggiungere risultati di gruppo, sapendo che il successo sarà condiviso e la fatica no.
Dietro questo comportamento non c’è solo pigrizia: spesso c’è mancanza di riconoscimento, ruoli poco chiari o un clima che non valorizza il contributo individuale. E così, quando la responsabilità si diluisce, anche la motivazione evapora.
Come riconoscerlo?
Parla molto di “noi”, ma agisce poco da “io”. È presente nei meriti, assente nei problemi.
Si mimetizza nei team troppo grandi o senza obiettivi misurabili.
Il free rider è il sintomo, non la causa. È il segnale che il gruppo ha smesso di funzionare come comunità e ha iniziato a comportarsi come una somma di singoli.
E qui entra in gioco la leadership. Non serve più controllo, serve chiarezza, visibilità e cultura della responsabilità.
Perché nei team efficaci nessuno “si fa portare”. Ognuno sa esattamente quanto pesa la propria parte di remata.